Il bambino con il pigiama a righe

Il bambino con il pigiama a righe

L’orrore di un campo di sterminio nazista attraverso gli occhi di 2 bambini di otto anni, legati dalla più profonda delle amicizie, nata oltre qualsiasi barriera: Bruno, figlio del comandante tedesco del campo, e Shmuel, un prigioniero ebreo.

L’orrore di un campo di sterminio nazista attraverso gli occhi di 2 bambini di otto anni, legati dalla più profonda delle amicizie, nata oltre qualsiasi barriera: Bruno, figlio del comandante tedesco…
91 minDrammatico, Storico2008
Tematica: Culture e Tradizioni, Diritti e Giustizia sociale, Disabilità e Inclusione, Shoah e Memoria storica, Trasposizione cinematografica
Materia: Educazione civica, Letteratura, Storia
Tipologia di opera: Lungometraggio
Lingua disponibile: Inglese, Italiano, Spagnolo, Tedesco

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Il bambino con il pigiama a righe

Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, Il bambino col pigiama a righe racconta la storia di Bruno, un bambino di otto anni figlio di un ufficiale nazista. Quando la sua famiglia si trasferisce vicino a un campo di concentramento, Bruno, ignaro della realtà che lo circonda, esplora i dintorni e fa amicizia con Shmuel, un coetaneo ebreo rinchiuso dietro un filo spinato. La loro amicizia cresce in segreto, nonostante le barriere fisiche e sociali che li separano. Bruno non comprende perché Shmuel indossi un “pigiama a righe” e perché non possa uscire. La sua ingenuità lo porta a non rendersi conto degli orrori del campo. Quando il padre di Bruno, comandante del campo, organizza una “soluzione finale”, il bambino decide di attraversare la recinzione per aiutare Shmuel a trovare il padre disperso. Tragicamente, entrambi finiscono nella camera a gas. Il film, tratto dal romanzo di John Boyne, offre una prospettiva innocente sull’Olocausto, mostrando con struggente delicatezza gli effetti devastanti dell’odio e dell’indottrinamento.

Cast:
Asa Butterfield, Jack Scanlon, Zac Mattoon O’Brien

Regista:
Mark Herman

Anno:
2008

Lingua originale:
Inglese

Curiosità

I genitori di Bruno si chiamano Ralf e Elsa, ma nel film vengono chiamati “Padre” e “Madre”, come tributo al romanzo da cui il film è tratto in cui il punto di vista della narrazione coincide con quello di Bruno. In realtà il presupposto su cui si basa il film è storicamente inesatto perché nel lager costruito nei dintorni della cittadina polacca di nome Oświęcim i minori non entravano: in quanto considerati troppo deboli per lavorare, i bambini venivano immediatamente uccisi al momento dell’arrivo al campo di prigionia. Mark Herman, il regista, ha poi raccontato della difficoltà avuta nel girare la scena finale per via della delicatezza del contesto: senza fare spoiler, Herman ha raccontato: “E’ stato un incubo, avevamo più avvocati che membri della troupe, sul set”.

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