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Il senso della bellezza
Ambientato nei laboratori del CERN di Ginevra, il documentario mette in scena l’incontro tra due mondi apparentemente distanti: la fisica subatomica e l’estetica artistica. Al centro del racconto c’è l’attività dei ricercatori che operano presso il Large Hadron Collider (LHC), impegnati a ricreare le condizioni primordiali dell’universo per comprendere di cosa sia fatta la materia e come si sia formata. La narrazione non si limita però all’aspetto tecnico-scientifico. Gli scienziati stessi diventano filosofi, riflettendo su come l’eleganza di una formula matematica o la simmetria di una particella elementare siano forme di bellezza assoluta. Il regista intreccia queste testimonianze con il lavoro di artisti che, affascinati dall’infinitamente piccolo e dall’ignoto, cercano di dare forma visiva a concetti astratti come il tempo, l’energia e il vuoto. Il film mostra il CERN come una sorta di “cattedrale moderna” della conoscenza, dove il senso della meraviglia guida l’uomo oltre i propri limiti. Tra spettacolari immagini delle macchine colossali sottoterra e riflessioni sul destino dell’umanità, il documentario dimostra che scienziati e artisti sono mossi dalla stessa curiosità ancestrale: il desiderio di comprendere il mistero dell’esistenza e di trovare un ordine nel caos del cosmo.
Cast:
Fabiola Gianotti, John Ellis, Sergio Bertolucci
Regista:
Valerio Jalongo
Anno:
2017
Lingua originale:
Italiano
Curiosità
Il CERN, fin dalla fondazione non ha mai smesso di affascinare i cineasti di tutto il mondo. Anche il tedesco Werner Herzog non manca occasione di visitare, appena può, i suoi laboratori e la zona dove risiede l’LHC.
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