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La mia vita da zucchina
Icare è un bambino di nove anni che preferisce farsi chiamare Zucchina, il soprannome che gli aveva dato sua madre. La sua vita non è facile: vive solo con la mamma, una donna alcolizzata e depressa che trascorre le giornate davanti alla TV. In seguito a un tragico incidente domestico causato indirettamente dal bambino, la madre muore e Zucchina rimane solo al mondo. Raymond, un poliziotto dal cuore d’oro, si prende cura di lui e lo accompagna a “Fontane”, una casa-famiglia per bambini che la società ha dimenticato. L’inserimento nel centro è complicato. Zucchina deve fare i conti con Simon, il leader del gruppo, che lo prende di mira per mascherare le proprie fragilità. Tuttavia, man mano che i giorni passano, Zucchina scopre che ogni bambino dell’istituto porta con sé una ferita profonda: chi ha genitori tossicodipendenti, chi è stato vittima di violenza o chi ha subito espulsioni. Questa condivisione del dolore si trasforma lentamente in un legame di fratellanza indissolubile. L’arrivo di Camille, una bambina intelligente e coraggiosa, cambia ulteriormente le dinamiche del gruppo e accende in Zucchina il primo sentimento d’amore. Il conflitto principale emerge quando la zia di Camille, una donna crudele interessata solo ai sussidi statali, cerca di ottenere la custodia della nipote. Zucchina e i suoi amici, guidati da Simon, mettono in atto un piano ingegnoso per smascherare le vere intenzioni della donna e salvare la bambina. Alla fine, Raymond, che nel frattempo ha sviluppato un legame paterno con Zucchina, decide di adottare sia lui che Camille. Il film si conclude con un messaggio di profonda speranza: nonostante le cicatrici del passato, i protagonisti riescono a guardare al futuro con fiducia, consapevoli che il calore di una famiglia non dipende dal sangue, ma dall’amore e dalla protezione reciproca.
Cast:
Gaspard Schlatter, Paulin Jaccoud, Sixtine Murat
Regista:
Claude Barras
Anno:
2017
Lingua originale:
Francese
Curiosità
Come ha ben spiegato il regista, spesso il paesaggio e il tempo atmosferico rispecchia lo stato d’animo dei personaggi il cui mondo interiore viene sottolineato attraverso un attenzione minuziosa ai gesti, alle espressioni e ai movimenti. A questo si aggiunge la scelta stilistica di utilizzare delle inquadrature lunghe per catturare al meglio gli sguardi e le emozioni interiori di tutti i protagonisti. Il regista ha inoltre precisato l’importanza degli occhi, particolari be curati, che sono enormi e ben spalancati sul mondo così da dare maggiore risalto alle emozioni provate.
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