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L’affido – Una storia di violenza
L’affido – Una storia di violenza inizia in un’aula di tribunale, in un clima apparentemente asettico e procedurale, dove una giudice deve decidere delle sorti del piccolo Julien. Il film si apre come un dramma giudiziario, ma cambia pelle rapidamente trasformandosi in un thriller psicologico soffocante. Antoine, il padre, si presenta come un uomo ferito e vittima di un’ingiustizia, ma dietro questa maschera si nasconde una natura manipolatoria e violenta. La narrazione segue i fine settimana che Julien è costretto a passare con il padre. Attraverso lo sguardo del bambino, percepiamo il terrore di ogni gesto, di ogni domanda serrata, di ogni scatto d’ira improvviso. Antoine non cerca il bene del figlio, ma usa la sua vicinanza fisica per esercitare controllo su Miriam, la donna che ha osato lasciarlo. Il regista sceglie di non mostrare subito la violenza fisica, ma di farne sentire il peso attraverso il silenzio, il respiro affannato e la paura costante. Il finale, di un realismo brutale, mette a nudo l’inefficacia di certi sistemi di tutela e la tragica realtà della violenza di genere, lasciando allo spettatore il compito di riflettere su quanto accade troppo spesso dietro le porte chiuse delle abitazioni private.
Cast:
Denis Ménochet, Lea Drucker, Mathilde Auneveux, Thomas Gioria
Regista:
Xavier Legrand
Anno:
2017
Lingua originale:
Francese
Curiosità
Vincitore del Leone d’Argento per la Migliore Regia e del Leone del Futuro al Festival di Venezia 2017.
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