
Info film
Fiore
Daphne è una ragazza ribelle, fragile e priva di punti di riferimento stabili. Dopo aver commesso una rapina a mano armata su un treno della metropolitana di Roma insieme a un’amica, viene arrestata e reclusa in un istituto di detenzione minorile. Il carcere è una struttura complessa in cui la sezione maschile e quella femminile coesistono, ma sono separate da una disciplina ferrea che vieta qualsiasi forma di interazione tra i ragazzi e le ragazze. In questo luogo di isolamento e regole oppressive, Daphne incontra Josh, un giovane detenuto con cui scatta un’immediata e profonda sintonizzazione emotiva. Non potendosi frequentare liberamente, i due adolescenti iniziano a comunicare attraverso piccoli stratagemmi: sguardi intensi durante le messe o i pranzi, brevi battute scambiate attraverso le sbarre delle rispettive celle e lettere d’amore scritte in segreto e recapitate grazie alla complicità di altri detenuti. Parallelamente alla crescita di questo legame, Daphne deve fare i conti con la dura realtà del carcere, i colloqui difficili con un padre ex detenuto che sta cercando faticosamente di rifarsi una vita, e il senso di abbandono che la accompagna da sempre. L’amore per Josh si trasforma rapidamente nella sua unica ancora di salvezza, un sentimento pulito e assoluto che scavalca i muri e le barriere fisiche della prigione. Quando la routine carceraria minaccia di separarli definitivamente, i due ragazzi si troveranno di fronte alla necessità di compiere una scelta dolorosa e definitiva, dimostrando come il bisogno d’amore e di calore umano possa sopravvivere e fiorire anche nel contesto più ostile e privo di speranza.
Cast:
Daphne Scoccia, Josciua Algeri, Valerio Mastandrea
Regista:
Claudio Giovannesi
Anno:
2016
Lingua originale:
Italiano
Curiosità
Il film ha ricevuto vari premi e nomination, tra cui il Nastro d’Argento per la migliore attrice non protagonista a Valeria Solarino.
Parte del film è stata girata nel carcere minorile di Nisida a Napoli, contribuendo a conferire autenticità alla narrazione.
La storia si basa su esperienze reali di ragazze detenute e sulle opere teatrali create in collaborazione con il regista Claudio Giovannesi.
Il regista ha adottato un approccio documentaristico, lavorando con ragazze non attrici che avevano esperienze simili a quelle dei personaggi.
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