Il giardino dei Finzi-Contini

Il giardino dei Finzi-Contini

Ferrara, fine degli anni trenta: mentre le leggi razziali iniziano a restringere progressivamente la libertà degli ebrei italiani, la ricca e aristocratica famiglia dei Finzi-Contini vive isolata nel proprio immenso giardino, protetta dalle alte mura della villa. Qui i giovani fratelli Micòl e Alberto invitano i loro amici, tra cui il borghese Giorgio, per lunghe partite a tennis e pomeriggi di discussioni letterarie, ignorando apparentemente la minaccia che incombe sul mondo esterno. Giorgio, da sempre innamorato di Micòl, si ritrova intrappolato in un sentimento non corrisposto e in un clima di sospensione temporale, mentre il dramma della storia si prepara a travolgere il loro paradiso privato e l’intera comunità ebraica ferrarese.

Ferrara, fine degli anni trenta: mentre le leggi razziali iniziano a restringere progressivamente la libertà degli ebrei italiani, la ricca e aristocratica famiglia dei Finzi-Contini vive isolata nel…
93 minDrammatico, Storico1970
Tematica: Culture e Tradizioni, Diritti e Giustizia sociale, Shoah e Memoria storica
Materia: Educazione civica, Letteratura, Storia
Tipologia di opera: Lungometraggio
Lingua disponibile: Italiano

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Il giardino dei Finzi-Contini

Il film racconta il crepuscolo di una generazione e la fine di un’epoca d’oro attraverso gli occhi di Giorgio, un giovane studente ebreo che assiste con crescente preoccupazione all’affermarsi del fascismo e alla discriminazione che colpisce la sua famiglia e i suoi amici. Al centro della narrazione si erge il giardino dei Finzi-Contini, un luogo incantato e fuori dal tempo dove la bellissima Micòl e il fragile Alberto conducono un’esistenza colta e distaccata, rifiutando di guardare oltre i confini della loro proprietà. Nonostante i divieti del regime che impediscono agli ebrei di frequentare i circoli cittadini, il giardino diventa l’unico rifugio possibile, un’oasi di bellezza e giovinezza dove fioriscono passioni, gelosie e malinconie, mentre l’ombra della guerra e delle deportazioni si fa sempre più cupa e inevitabile. Giorgio cerca disperatamente di conquistare il cuore di Micòl, ma la ragazza, consapevole della fine imminente del loro mondo, sembra rifiutare ogni legame sentimentale profondo, preferendo un’indipendenza che sa di rassegnazione. La regia traduce con estrema eleganza il contrasto tra la luce dorata dei pomeriggi in giardino e il grigiore cupo delle retate che iniziano a svuotare le case della città, mostrando l’illusione di una classe sociale che credeva di poter essere risparmiata dall’orrore grazie al proprio prestigio e alla propria cultura. Quando infine il cancello della villa viene forzato e la realtà irrompe violentemente nel rifugio dei protagonisti, il giardino si trasforma da paradiso a anticamera della tragedia, simbolo di un’umanità ferita e di una memoria che non può essere cancellata. La pellicola si conclude con la fine dell’innocenza e la dispersione dei protagonisti, lasciando nello spettatore una profonda riflessione sulla fragilità della felicità umana e sul peso inesorabile della storia. L’opera rimane una delle più intense testimonianze cinematografiche sulla Shoah in Italia, capace di unire il racconto di un amore impossibile alla denuncia di una delle più grandi infamie del secolo scorso.

Cast:
Dominique Sanda, Helmut Berger, Lino Capolicchio, Romolo Valli

Regista:
Vittorio De Sica

Anno:
1970

Lingua originale:
Italiano

Curiosità

Il film Il giardino dei Finzi-Contini fu un grande successo di pubblico, mentre più discordante fu la critica, che nel caso di Morando Morandini ne contestò la rappresentazione eccessivamente melensa, mentre per Tullio Kezich si trattò di uno dei migliori lavori del regista da molti anni a quella parte. Inizialmente Giorgio Bassani cooperò alla stesura dei dialoghi e della sceneggiatura del film ma dopo alcuni disaccordi e malintesi, lo scrittore e il regista entrarono in aperto conflitto: Bassani chiese quindi di togliere il suo nome dai titoli di coda.

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